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Il
termine depressione è entrato nel linguaggio comune per
indicare una forte discesa dell’umore.
In
senso clinico il termine depressione indica una sofferenza ben
più grave della tristezza caratterizzata infatti da una
profonda afflizione, perdita di interesse in ciò che prima
dava soddisfazione, sintomi fisici e disturbi del pensiero.
Nella
depressione la tristezza permea l’intera persona e viene
manifestata anche a livello corporeo con sintomi fisiologici.
La persona si sente come vuota e non più capace di gioire, ma
anche di arrabbiarsi e quindi di provare qualsiasi emozione e
sentimento.
Generalmente
durante la depressione l’appetito diminuisce o aumenta e di
conseguenza si assiste ad un dimagrimento o ad un aumento di
peso, la stanchezza aumenta, i movimenti si rallentano o si
fanno più agitati, i gesti e le mimiche facciali si
impoveriscono ed il sonno si fa instabile aumentando o
diminuendo eccessivamente.
La
persona smarrisce inoltre la capacità di pensare, di
concentrarsi e di prendere decisioni e rimane molto tempo a
rimuginare sui propri errori e su cose negative in realtà
sopravvalutate ed idealizzate.
Tale
continuo rimuginare porta ad ulteriori sintomi psico-fisici
negativi, a sensi di colpa, ad idee circa il suicidio e può
trasformarsi in veri e propri deliri di pensiero.
Vi
sono degli ulteriori disturbi psicologici che frequentemente
si presentano insieme alla depressione; essi sono il Disturbo
Ossessivo-compulsivo, il Disturbo
di Panico,
l'Anoressia
e/o la Bulimia.
La
depressione è doppiamente
più comune nel sesso femminile sia in età adolescenziale che
adulta rispetto al sesso maschile.
Il
tasso di malattia sembra non essere in relazione con l'etnia,
l'educazione, il reddito o lo stato coniugale.
La
depressione
può esordire ad ogni età, con un'età media di esordio
intorno ai 25 anni;
inoltre essa spesso segue un grave e stressante evento per
l'individuo, come ad esempio la morte di una persona cara.
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